AFFIDAMENTO MINORILE

La separazione coniugale e il divorzio, che generalmente consegue, – eventi critici che il sistema famiglia si trova sempre più spesso ad affrontare hanno creato negli anni notevoli cambiamenti sia sul piano dei comportamenti concreti degli individui che su quello dei valori sociali. A tali cambiamenti non è però seguita una modificazione nell’immaginario sociale del concetto di famiglia, che continua ad essere proposta in modo idealizzato,“i cui tratti più significativi sono proprio costituiti dalla famiglia coniugale fondata sull’unione socialmente riconosciuta di un uomo e di una donna, la monogamia, la residenza virilocale, un certo riconoscimento della filiazione e della trasmissione del nome da parte dell’uomo, l’autorità maschile” (Heritier, 1973, 3). L’aumento dei procedimenti di separazione o di divorzio, ha reso frequente gli accertamenti disposti in sede civile per stabilire quale sia la situazione ottimale del minore nella causa di affidamento ad uno o all’altro genitore o circa il regime di visita del bambino presso il genitore non affidatario. La separazione coniugale prevede due forme: “consensuale” o “giudiziale”. Nella separazione consensuale i coniugi si accordano circa gli aspetti futuri della loro relazione o dell’affidamento dei figli: se il loro accordo non danneggia quest’ultimo il giudice provvede ad omologarlo. La separazione giudiziale, poiché i coniugi non hanno raggiunto un accordo, prevede l’intervento del giudice che deciderà. L’affido dei figli rappresenta spesso il punto centrale della nascita di un conflitto. Bambini chiesti in ostaggio per continuare a controllare il partner, oppure quali finanziatori per avere una rendita mensile oppure concessi per mettere a disagio l’altro coniuge. Tutto ciò crea ulteriore dolore e sofferenza nei bambini. Nei casi di separazione coniugale l’affidamento dei figli e qualsiasi intervento da parte del giudice e degli operatori sociali, deve essere fatto nel pieno interesse dei figli;infatti, l’articolo 155 1° comma c. c. sancisce che: “Il giudice che pronuncia la separazione dichiara a quale dei coniugi i figli sono affidati e adotta ogni altro provvedimento relativo alla prole con esclusivo riferimento all’interesse morale e materiale di essa”. Viene dunque posta l’attenzione primariamente sugli interessi della prole al fine di tutelarla dalle conseguenze che l’iter della separazione crea sul piano psicologico, affettivo e sociale. Nel caso in cui insorgano contrasti o conflitti circa l’affidamento dei figli o circa il regime di visita del bambino presso il genitore non affidatario oppure nel caso di problematiche psicopatologiche relative ad uno od ad entrambi i genitori, il giudice istruttore dispone una consulenza tecnica d’ufficio necessaria, al fine di comprendere la situazione familiare e quindi decidere nell’interesse del minore.

 

L’indagine può articolarsi nei seguenti punti:
1) verificare l’esistenza o meno di una patologia di mente in uno o entrambi i genitori e vedere se la gravità di tale malattia può escludere o invalidare la idoneità affettiva del genitore che chiede l’affidamento,
2) indagare sulla presenza di comportamenti devianti,
3) analizzare i vissuti di entrambi i genitori nei confronti dei figli,
4) studiare la dinamica di coppia nei suoi riflessi sui figli,
5) analizzare i vissuti dei bambini nei confronti dei genitori, sia positivi che negativi,
6) indagare la costellazione familiare nelle sue componenti sociali, culturali, economici e lavorativi.

 

Fino ad alcuni anni fa la malattia mentale di un genitore veniva considerata ostativa ad un eventuale affido, sulla base di ricerche che evidenziavano come la malattia mentale avesse un carattere disturbante per il minore. Si è evidenziata la comparsa di problematiche comportamentali e psicopatologiche nei figli di genitori portatori di patologie psichiatriche di rilievo in rapporto alla inadeguatezza relazionale, e alla trasmissione di una visione del mondo sofferta ed alterata. In particolare la “carenza di cure materne” derivata o da un allontanamento dalla madre nei primi mesi di vita o da un rapporto discontinuo e sofferto possa produrre nel minore gravi danni psicologici. Durante il primo periodo di vita è indispensabile la presenza di una madre oblativa ed affettiva grazie alla quale il minore può contenere la propria aggressività ed in assenza della quale in futuro, al contrario, potrà sviluppare sentimenti di abbandono, di instabilità. Spesso la carenza di cure e la inadeguatezza relazionale sono presenti anche in famiglie apparentemente normali. Infatti le famiglie patogene non sono identificabili solo in quelle connotate dal punto di vista psichiatrico o psicologico da patente sofferenza psichica di un genitore, ma in molti casi in nuclei apparentemente normali. Di recente contributi di matrice psicanalitica hanno mostrato come la patogenicità della famiglia si possa identificare non tanto nella malattia di un suo membro quanto in più sottili messaggi dialogici e affettivi. Studi clinici hanno rilevato come fattori relazionali “distorti” sia in eccesso che in difetto possono avere un carattere patogeno. Si può affermare che “per la famiglia del sofferente psichico sembra difficile riconoscere aprioristicamente connotazioni di inidoneità educativa pur dovendosi tenere conto della particolare problematicità della stessa, dovendo verificare di conseguenza le risorse affettive e pedagogiche che i singoli nuclei ed individui mostrano nel corso del tempo”. Pertanto, Plus 1, potendo contare su operatori socio-psico-pedagogici altamente formati e specializzati, offre una serie di servizi di consulenza per le famiglie e per i minori, nonché una serie di attività info-investigative su tre macro-aree fondamentali:

 

Analisi e studio dello stile pedagogico-genitoriale;

 

Analisi Investigativa della realtà Socio-Economica e Culturale;

 

Tutela Psicologica del Minore;

 

Analisi e studio dello stile pedagogico-genitoriale”:

 

consulenza alla coppia genitoriale, con e senza il minore;

 

analisi delle attitudini alla genitorialità;

 

analisi delle componenti pedagogiche del singolo genitore;

 

consulenza circa le funzionali modalità educative;

 

valutazione delle precedenti attività pedagogico-educative;

 

Analisi Investigativa della realtà Socio-Economica e Culturale”:

 

indagini investigative sulla storia economica familiare e/o del singolo genitore;

 

indagini investigative situazione lavorativa;

 

indagini investigative sulla realtà culturale e sul contesto socio-demografico di appartenenza;

 

indagine su frequentazioni e analisi della rete delle relazioni amicali e/o parentali della famiglia e/o del singolo genitore;

 

indagini di carattere bancario, patrimoniale ed economico in genere;

 

Tutela Psicologica del Minore”

 

– sostegno, assistenza e consulenza psicologica in ogni stato e grado del processo di separazione e affidamento del minore;

 

– personalizzazione di un iter consulenziale, dove verranno valutati e rafforzati i processi di maturazione e il senso di responsabilizzazione del minore;

 

– “help point” per il minore, il quale potrà contattare gli operatori per comunicare qualsivoglia disagio psicologico e/o emozionale;

 

– “orientation point”, grazie al quale il minore potrà orientare attivamente il proprio ruolo sociale e progettare un futuro scolastico e lavorativo in assoluta serenità, con la consulenza dei nostri operatori;

CONSULENZA, PSICOLOGICA, ATTIVITA’ INVESTIGATIVE, AFFIDAMENTO MINORILE